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10 FEBBRAIO - GIORNO DEL RICORDO 2020

In memoria dell'esodo giuliano-dalmata e delle vittime delle foibe

giorno del ricordo 2020

«Il “giorno del Ricordo”, istituito con larghissima maggioranza dal Parlamento nel 2004, serve a farci rivivere una pagina tragica della nostra storia recente, per molti anni ignorata, rimossa o addirittura negata: 350.000 italiani abitanti dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia dovettero scappare ed abbandonare la propria terra,insieme agli affetti, alle case, ed al proprio lavoro, a causa delle incessanti persecuzioni delle bande armate jugoslave. Queste terre, con i loro abitanti, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, conobbero la triste e dura sorte di passare, senza interruzioni, dalla dittatura del nazifascismo a quella del comunismo.Migliaia di innocenti furono uccisi nelle Foibe o nei campi di concentramento istituiti da Tito.

La persecuzione, gli eccidi efferati di massa – culminati, ma non esauriti, nella cupa tragedia delle Foibe - l’esodo forzato degli italiani dell’Istria della Venezia Giulia e della Dalmazia fanno parte a pieno titolo della storia del nostro Paese e dell’Europa.

Si trattò di una sciagura nazionale alla quale i contemporanei non attribuirono – per superficialità o per calcolo – il dovuto rilievo. Questa penosa circostanza pesò ancor più sulle spalle dei profughi che conobbero nella loro Madrepatria, accanto a grandi solidarietà, anche comportamenti non isolati di incomprensione, indifferenza e persino di odiosa ostilità.

Questa pagina della storia è stata riportata alla luce grazie alla lotta coraggiosa dei discendenti degli esuli, uscendo così dall'ingiusta zona d'ombra che le era stata riservata e conquistando il suo diritto alla memoria.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del Giorno del Ricordo 2020, ha così voluto manifestare la sua vicinanza morale alle vittime della persecuzione:

"Alle vittime di quella persecuzione, ai profughi, ai loro discendenti, rivolgo un pensiero commosso e partecipe. La loro angoscia e le loro sofferenze non dovranno essere mai dimenticate. Esse restano un monito perenne contro  le ideologie e i regimi totalitari che, in nome della superiorità dello Stato, del partito o di un presunto e malinteso ideale, opprimono i cittadini, schiacciano le minoranze e negano i diritti fondamentali della persona. E ci rafforzano nei nostri propositi di difendere e rafforzare gli istituti della democrazia e di promuovere la pace e la collaborazione internazionale, che si fondano sul dialogo tra gli Stati e l’amicizia tra i popoli."