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03/07/2018

ARRIVATI I PRIMI DATI DELLO STUDIO SCIENTIFICO SULLA POSSIBILE RELAZIONE FRA MICROSISMICITA' LOCALE E CENTRALE DEL METANO

Lo studio è stato commissionato dal Comune di Minerbio, in collaborazione con Regione e Ministero, per verificare la fondatezza della teoria che ipotizza un legame tra stoccaggio del gas ed impercettibili sismi locali.
I primi risultati sono negativi.

Sono giunti i primissimi, ed ancora parziali, risultati della sperimentazione degli "Indirizzi e linee guida per il monitoraggio della sismicità, delle deformazioni del suolo e delle pressioni di poro nell'ambito delle attività antropiche" condotta sulla centrale di stoccaggio di Minerbio gestita da Stogit. L'accordo Comune-Regione-Ministero-INGV-Stogit per il monitoraggio delle attività di stoccaggio di gas Metano a Minerbio sono così entrate nella fase operativa.
Ricordiamo infatti che sotto i piedi dei minerbiesi è esistente un vecchio giacimento di gas naturale che fu sfruttato a partire dagli anni '50; una volta esaurito il metano italiano, il nostro paese iniziò ad importarlo dall'estero ed utilizzò i vecchi pozzi, ormai depleti, quali "serbatoi" di gas, iniettandolo in estate, ed estraendolo in inverno.
L'attività di stoccaggio a Minerbio va avanti dagli anni '70; recentemente il Comune di Minerbio, in occasione dell'ampliamento della centrale, dopo un lungo percorso di partecipazione pubblica, ha ottenuto innanzitutto che le vecchie turbine fossero sostituite con nuove macchine meno inquinanti, nonché un contributo economico che sta venendo utilizzato per efficientare energeticamente gli edifici comunali (scuole, asili, palestra, casa protetta, palazzo comunale) al fine di contenerne i consumi energetici e proteggere l'ambiente.

Poiché sono stati avanzati alcuni dubbi su una possibile relazione fra attività di stoccaggio gas naturale e microsismicità locale il Comune di Minerbio ha commissionato, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna ed il Ministero delle attività produttive, ad INGV uno studio scientifico per verificare tale ipotizzata relazione. I costi di questo studio sono stati messi a carico di Stogit, che gestisce l'impianto. È infatti noto da tempo che alcune attività umane possano "innescare" od "indurre" eventi sismici; si fanno gli esempi della creazione di grandi dighe, dell'iniezione di liquidi nel sottosuolo, o dello scavo di miniere. Sono documentati anche un paio di casi di relazione fra stoccaggio gas e sismicità locale, sebbene in siti geologici completamente differenti dalla pianura padana e quindi da Minerbio. Sottolineiamo come per microsismicità si intendano eventuali fenomeni sismici impercettibili e comunque non in grado di causare danni a cose e persone.

Grazie al dialogo posto in essere dal Comune di Minerbio e alla nostra determinazione perché tutte le difficoltà via via manifestate venissero superate, siamo riusciti ad avviare questo studio scientifico, portando il contributo di Stogit per la realizzazione di questa attività dai 170.000 euro iniziali ai 440.000 attuali, che serviranno a finanziare i due anni di "presa dati" necessari alla ricerca. In particolare poi il Comune ha chiesto che i dati dello studio fossero resi pubblici nella massima trasparenza possibile.

Proprio in questi giorni sono pervenuti i risultati dell'analisi del primo trimestre di presa dati 2018 da parte dell'Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia (INGV) individuato come Struttura Preposta al Monitoraggio (SPM).

In tale relazione sono presentati in modo non strettamente tecnico ma pur sempre preciso e dettagliato non solo le elaborazioni dell'ultimo periodo ma anche tutta l'attività antecedente all'attivazione della convenzione con il Comune di Minerbio necessaria all'avvio delle rilevazioni.

La relazione è poi corredata da due allegati, uno relativo specificamente al monitoraggio sismico (Allegato A) e l'altro relativo al monitoraggio delle deformazioni del suolo da stazioni GPS.

Verrà successivamente predisposto da parte del Ministero un apposito sito internet nel quale verranno ordinati e resi disponibili gli ulteriori dati di questo studio scientifico.

 

Il Sindaco Lorenzo Minganti

Il Sindaco Lorenzo Minganti ha così commentato: "Credo che questo studio dovrebbe essere il paradigma da applicare nel nostro paese ogni qual volta si presenta un dubbio sulla salubrità o compatibilità ambientale di un impianto industriale: la pubblica amministrazione commissiona uno studio ad un ente terzo ed indipendente di provata competenza, mentre i costi sono messi a carico e coperti da chi esercita l'attività; infine i dati raccolti sono messi a disposizione sia della cittadinanza che della comunità scientifica. In questo modo sia il cittadino che l'amministratore pubblico hanno a disposizione delle informazioni scientifiche per poter decidere: se le criticità ipotizzate saranno documentate, allora l'amministrazione pubblica interverrà dettando prescrizioni, limiti ed eventualmente vietando l'attività."