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26/03/2019

NESSUNA FAGLIA SISMICA NEL SOTTOSUOLO DI MINERBIO

Dopo il servizio geologico regionale ed INGV, ora anche ISPRA conferma come non ci siano “faglie capaci” o “sismiche” a Minerbio


Centrale di stoccaggio gas di Minerbio

Anche Ispra, ovvero l’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Ricerca Ambientale, conferma come nel sottosuolo di Minerbio non sia presente alcuna “faglie capace”.
La precisazione si è resa necessaria dopo che l’Associazione Pro Ambiente Terre di Pianura aveva diffuso in più occasioni tale informazione allarmando parte della cittadinanza. La risposta di Ispra pare chiudere la vicenda che si è trascinata per mesi: nel sottosuolo di Minerbio è certamente presente una faglia, come tante altre ce ne sono nella pianura padana (se ne contano circa 18 solo tra Bologna e Ferrara), ma questa non è classificabile né “capace”, né “sismica”.

Ma procediamo con ordine.
Nel maggio scorso un comitato di cittadini preoccupati dell’attività della centrale di stoccaggio gas di Stogit di via Zena, organizzò un’assemblea nel corso della quale fu lanciato l’allarme per la presenza di una “faglia capace” nel sottosuolo di Minerbio. L’attività di stoccaggio gas infatti, secondo la tesi prospettata, potrebbe interferire con tale faglia capace, aumentando il rischio sismico del territorio.

Vale la pena di evidenziare come l’attività di stoccaggio gas naturale sia autorizzata dal MISE - Ministero delle attività produttive in quanto attività strategica nazionale, e che l’ampliamento della centrale metano (che comprende anche l’eventuale esercizio in sovrapressione) ha ricevuto nel 2017 la VIA – Valutazione di Impatto Ambientale favorevole da parte del Ministero dell’ambiente. Parrebbe pertanto che per gli Enti ministeriali competenti sia tutto a posto.
Il Comune di Minerbio, a tutela del proprio territorio e popolazione, pur non essendo competente al riguardo, ha deciso di approfondire il tema. Si rammenta come il Comune di Minerbio da anni fosse già attivo su questo fronte, basti ricordare lo studio commissionato ad INGV, in collaborazione con Regione e Ministero, primo in Europa, per verificare l’eventuale sussistenza di una relazione fra stoccaggio di gas naturale e microsismicità locale, i cui risultati parziali sono stati sin qui pubblicati sul sito internet comunale, e quelli finali saranno presentati pubblicamente nel maggio prossimo.


 

 

Stralcio di una sezione geologica pubblicata nella Carta Sismotettonica della Regione Emilia Romagna

A seguito della sopra ricordata assemblea si sono organizzati due incontri tecnici con il servizio geologico regionale, a cui hanno preso parte diversi rappresentanti del comitato, che si sono svolti in data 4 luglio e 18 dicembre 2018; in entrambe le occasioni i geologi regionali hanno smentito l’esistenza di alcuna faglia capace o sismica nel territorio di Minerbio, citando a tal riguardo la carta sismo-tettonica dell’Emilia-Romagna redatta nel 2016, e quindi aggiornata ai dati più recenti. In tali occasioni è stata richiamata anche la carta DISS redatta dall’INGV: anche questa non prevede alcuna faglia sismica a Minerbio.
Poiché però il Comitato, nel frattempo costituito in Associazione, ha diffuso nuovo materiale acquistando pagine a pagamento sulla stampa locale, l’Amministrazione comunale ha chiesto di rettificare tali informazioni, preoccupanti quanto infondate. L’Associazione ha citato a sostegno delle proprie tesi un intervento che avrebbe tenuto il Prof. Picotti dell’Università di Zurigo a Bologna e soprattutto il catalogo Ithaca delle faglie capaci tenuto dall’Ispra. L’Associazione ha inoltre contestato la VIA positiva ministeriale, in quanto uno dei membri, il dott. Borgia, avrebbe espresso un parere negativo.

L’Amministrazione comunale, prendendo molto sul serio questo delicato tema, ha quindi ritenuto di approfondire le cose verificando la correttezza di tali fonti.
Si è dapprima contattato il Prof. Picotti, il quale molto gentilmente ha risposto in brevissimo tempo, affermando come “la struttura geologica che costituisce il serbatoio di Minerbio non può essere definita "faglia capace", ed il suo potenziale di riattivazione è tale da non renderla più pericolosa di tante altre faglie non attive presenti nel sottosuolo padano”.
Successivamente si è contattato il Prof. Borgia e quindi esercitato un accesso agli atti del Ministero dell’ambiente; è così emerso come il parere del Prof. Borgia non fosse un “parere negativo”, bensì un “parere interlocutorio negativo”, ovvero condizionato al recepimento di una lunga serie di prescrizioni, fra le quali quella di acquisire i dati rilevabili “a seguito di una nuova sperimentazione della durata di 4 anni: il primo anno in regime di pressione di stoccaggio normale per verificare le condizioni dello stato attuale, il secondo e terzo anno in regime di sovrappressione (che dovranno essere specificatamente autorizzati dal MiSE), il quarto anno nuovamente in regime di pressione normale al fine di verificare le condizioni di recupero”. A riguardo di questo punto l’Amministrazione comunale, alla luce del principio di precauzione, sta verificando se sia possibile che tale richiesta del dott. Borgia, essendo la più cautelativa sin qui espressa in sede istituzionale, possa essere accolta nell’eventuale autorizzazione del Ministero dello sviluppo economico.
Da ultimo è stato contattato anche l’Ispra; ebbene anche questo Ente pubblico ha negato che a Minerbio sia presente alcuna faglia capace, affermando come “la faglia di Minerbio, alla luce delle conoscenze ad oggi disponibili e delle suddette Linee Guida, non è da considerarsi una Faglia Capace accertata, ma una faglia Potenzialmente Capace”, rimandando alla carta sismo-tettonica della Regione Emilia-Romagna per eventuali approfondimenti, in altre parole rimandando al primo documento che si era esaminato, e che l’associazione aveva ritenuto non sufficiente. Ebbene, la carta sismo-tettonica ora citata non individua a Minerbio nessuna faglia “sismica” o “capace”.
Non risultano al momento altri studi o fonti da approfondire. Pertanto alla luce delle fonti consultate e delle amministrazioni interpellate può concludersi come nel sottosuolo di Minerbio non vi sia alcuna “faglia capace” o “sismica”.

 

Il Sindaco Lorenzo Minganti

Sono felice che sia stata fatta chiarezza su questo punto e ringrazio tecnici e ricercatori di Regione, INGV ed Ispra per la loro competenza e disponibilità; così come ringrazio il dott. Borgia ed il Prof. Picotti per la loro cortesia nel risponderci” ha commentato il Sindaco di Minerbio Lorenzo Minganti “Direi che la lettera di Ispra mette la parola fine a questo dibattito: anche l’Ente che è stato più volte chiamato in causa dal comitato prima e dall’Associazione Pro Ambiente dopo, smentisce la tesi della “faglia capace”: è vero che sotto i nostri piedi esiste una delle tante faglie della pianura padana, che si contano a decine e decine, ma questa non è ne “capace”, né “sismica”.
Mi chiedo però se non sarebbe stata opportuna un po’ più di prudenza da parte dei membri dell’Associazione Pro Ambiente prima di diffondere informazioni così preoccupanti, che si sono poi rivelate infondate. Questo sensazionalismo ha certo richiamato l’attenzione, su un tema su cui l’Amministrazione lavorava da anni, ma ha diffuso fra i miei concittadini paure e preoccupazioni ingiustificate. Ricordo che ancora oggi qualcuno nel mondo pensa che i vaccini causino l’autismo a seguito di un articolo scientifico pubblicato nel 1998 poi rivelatosi del tutto falso. Ecco, nonostante queste precisazioni dell’Ispra, ancora a Minerbio per tanto tempo ci sarà qualche cittadino che resterà spaventano da questa clamorosa fake-news.
La centrale del metano è certamente un impianto che richiede la massima attenzione, per questo è vigilato da varie amministrazioni pubbliche, fra cui Arpae, Regione, Vigili del fuoco, Unmig; essa presenta varie criticità, che il Comune di Minerbio ha più volte segnalato, in particolare le emissioni in atmosfera, l’impatto paesaggistico e le fasce di rispetto dei metanodotti. Ma io credo che dovremmo concentrarci sulle criticità reali, che sono tutt’altro che trascurabili, invece che occuparci di quelle suggestive ma infondate. Invito quindi tutti ad una maggior serenità in questo dibattito che ha interessato la nostra comunità locale e soprattutto ad esprimere fiducia nei confronti delle Amministrazioni pubbliche interessate a procedimenti autorizzativi ambientali”.